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Reclutamento degli OSS stranieri: le novità in attesa dell’Intesa Stato-Regioni

11 Settembre 2026

La legge 25 giugno 2026, n. 112, di conversione del d.l. n. 62/2026, interviene sulla disciplina dell’impiego di lavoratori stranieri nel settore sanitario e socio-sanitario, modificando l’art. 15 del d.l. n. 34/2023.

La novità assume particolare rilievo per gli operatori socio-sanitari (OSS), poiché introduce, fino al 31 dicembre 2029, la possibilità di ingresso in Italia attraverso il canale extra-quota previsto dall’art. 27 del d.lgs. n. 286/1998 (TUI).

La riforma si inserisce nel precedente regime derogatorio che, per fronteggiare la carenza di personale, consentiva l’esercizio temporaneo in Italia di attività corrispondenti a qualifiche professionali conseguite all’estero senza il previo completamento delle ordinarie procedure di riconoscimento.

Il legislatore del 2026 compie però un ulteriore passo, collegando espressamente tale disciplina alla possibilità di ingresso per lavoro fuori dalle quote dei decreti flussi.

Il nuovo comma 4 dell’art. 15 prevede infatti che, fino al 31 dicembre 2029, l’art. 27 TUI si applichi anche agli «operatori di interesse sanitario» di cui all’art. 1, comma 2, della legge n. 43/2006, assunti presso le strutture sanitarie e socio-sanitarie individuate dalla norma.

Gli OSS, rientrando in tale categoria, possono quindi beneficiare del nuovo canale, purché siano rispettate le condizioni previste dalla disciplina.

Il nuovo sistema prevede una specifica verifica delle qualifiche conseguite all’estero, demandando a un’intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni, da adottare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della disposizione, la definizione dei parametri formativi minimi delle qualifiche estere.

Spetterà poi alla struttura interessata all’assunzione verificare l’idoneità della qualifica del candidato sulla base di tali parametri.

La disciplina presenta, allo stato, ancora alcuni aspetti in attesa di definizione: la legge, infatti, non stabilisce direttamente i contenuti formativi richiesti, le modalità di valutazione della formazione teorica e pratica, la documentazione necessaria, le eventuali integrazioni formative né le modalità con cui la struttura dovrà formalizzare e conservare la verifica effettuata.

Tutti tali aspetti dovranno essere chiariti dall’intesa Stato-Regioni (che dovrebbe intervenire entro il mese di settembre p.v.) e dai successivi provvedimenti attuativi.

Fino all’adozione dell’intesa permane quindi una fase di transizione nella quale il nuovo canale è già previsto dalla legge, ma non sono ancora definiti tutti gli strumenti necessari per la sua applicazione uniforme.

La nuova disciplina sembra destinata ad affiancarsi senza sostituire gli altri canali di ingresso.

Restano, quindi, applicabili sia il sistema ordinario dei decreti flussi, sia il percorso previsto dall’art. 23, comma 2-bis, TUI (introdotto dal cosiddetto “Decreto Cutro”), che consente percorsi di formazione professionale e civico-linguistica nei Paesi di origine o di transito finalizzati all’ingresso per lavoro al di fuori delle quote ordinarie.

La riforma amplia, dunque, significativamente le possibilità di reclutamento degli OSS stranieri, ma per comprendere la concreta portata delle novità introdotte dalla legge n. 112/2026 bisognerà attendere gli attesi provvedimenti attuativi.

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