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Sanità privata all’avanguardia nel contrasto alla violenza contro gli operatori sanitari

11 Marzo 2024

Il 12 marzo è la giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari, introdotta dal Decreto Ministero della salute 27 gennaio 2022.

La violenza sul posto di lavoro è un fenomeno in triste diffusione, che non riconosce significative differenze di genere o di ruolo e probabilmente è ancora sottostimato poiché le vittime spesso tendono a non denunciare o a soprassedere; eppure, gli effetti dell’aggressività sul posto di lavoro, oltre che sulle persone vittime di aggressione, si riverberano anche sull’organizzazione nelle quali avvengono e sulla comunità in generale.

Secondo la definizione che ne ha dato il National Institute of Occupational Safety and Healt (NIOSH), è considerata violenza sul posto di lavoro “ogni aggressione fisica, comportamento minaccioso o abuso verbale sul posto di lavoro” che si sostanzia in minacce, insulti, comportamenti incivili, forme di aggressione fisica o psicologica tali da mettere a repentaglio la salute, la sicurezza o il benessere dell’individuo, anche con componente razziale o sessuale.

Una società evoluta deve agire tempestivamente per prevenire l’accadimento di questi drammatici eventi, e le azioni di prevenzione devono essere dirette a:

  • formare il personale, sviluppando misure di sicurezza organizzative ed ambientali,
  • promuovere il benessere organizzativo, per contribuire alla prevenzione e riduzione degli eventi aggressivi in maniera significativa,
  • creare una cultura del lavoro che riconosca il lavoro come un bene supremo e valorizzi il rispetto tra coloro che forniscono un servizio e coloro che ne usufruiscono.

La categoria degli operatori sanitari è tra quelle più esposte, in quanto l’attività è svolta a diretto contatto con persone sottoposte a una forte emotività e in uno stato di frustrazione, vulnerabilità e perdita di controllo; eppure, le strutture sanitarie e sociosanitarie della sanità privata sono impegnate ad operare, coinvolgendo tutti gli attori del sistema sicurezza e le rappresentanze dei lavoratori.

Siamo, infatti, convinti che affrontare il problema sul piano giuridico (in proposito, si rinvia alla Legge 14 agosto 2020, n. 113 avente ad oggetto “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni”) è certamente importante, ma occorre partire dal presupposto che gli atti di violenza non possono essere considerati eventi inevitabili, anzi è possibile e doveroso prevederli e prevenirli.

L’azione delle strutture è concentrata:

  • al monitoraggio delle azioni di violenza nelle sue diverse declinazioni,
  • alla valutazione dello stress da lavoro correlato,
  • alla diffusione di una cultura di disponibilità, accoglienza e comunicazione nell’organizzazione e verso gli utenti,
  • all’assegnazione e le responsabilità e le risorse per la gestione degli interventi di prevenzione;
  • alla sensibilizzazione del personale a segnalare gli episodi di violenza subiti e per suggerire le misure per ridurre o eliminare i rischi,
  • a fornire al personale coinvolto le informazioni sulle procedure previste in caso di violenza subita e sulle forme di assistenza disponibili,
  • alla definizione di programmi di formazione per consentire a tutto il personale di conoscere i rischi potenziali per la sicurezza e le procedure da seguire in caso di episodi di violenza,
  • all’installazione di impianti video a circuito chiuso nei luoghi comuni, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia,
  • a definire uno stretto rapporto con le forze dell’ordine in particolare nelle strutture dotate di pronto soccorso.

Tutto ciò non è mera demagogia: il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti della Sanità Privata 2016-2018 è uno dei pochissimi contratti che prevede la costituzione a livello aziendale di un organismo paritetico per la prevenzione e il contrasto delle aggressioni al personale dipendente (art. 10), composto da rappresentanti della direzione aziendale e delle Organizzazioni Sindacali; tale organismo opera in sinergia con il Servizio di prevenzione e protezione e gli RLS e, tra gli altri compiti, ha quello di tenere costantemente informate le RSU/RSA e le OO.SS circa le azioni concrete messe in atto.

Infine, è il caso di ricordare che nel ccnl in parola, sottoscritto da ARIS e AIOP e dalle OO.SS, si rinvengono ulteriori disposizioni che muovono nella direzione di tutelare i dipendenti e di migliorare il benessere organizzativo, quali ad esempio: la formulazione di analisi, studi e proposte di contrasto a fenomeni di burn-out; la verifica e l’implementare le misure di prevenzione dello stress lavoro-correlato; la verifica dell’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali; la costituzione dei Comitati Unici di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione e il benessere di chi lavora e contro le discriminazioni, per contrastare i fenomeni di mobbing; l’utilizzo delle ore di formazione previste dall’apposito fondo per promuovere corsi di aggiornamento e formazione a tutto il personale sulle aggressioni.

L’impianto normativo del ccnl pone la sanità privata all’avanguardia, ma l’azione di collaborazione tra le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali non può esaurirsi certo nella celebrazione della giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari: giorno dopo giorno dobbiamo mantenere l’impegno comune per assicurare a tutti gli operatori della sanità le tutele adeguate e il giusto riconoscimento per la valorizzazione dei compiti che svolgono.

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