area clienti

Riposi giornalieri usufruiti dal padre quando la madre è lavoratrice autonoma

17 Dicembre 2019

Con la recente circolare n. 140 del 18 novembre u.s., l’INPS ha formulato alcune precisazioni in merito al godimento da parte del lavoratore padre dei riposi giornalieri (cc.dd. permessi per allattamento).

In proposito, si rammenta che ai sensi dell’art. 40 del d.lgs. n. 151/2001, i periodi di riposi giornalieri sono riconosciuti al lavoratore: a) nel caso in cui i figli siano affidati a lui solo; b) in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga; c) nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente; d) in caso di morte o di grave infermità della madre.

Ai sensi della citata lettera c) dell’art. 40, dunque, il padre ha diritto ad utilizzare i riposi giornalieri anche nel caso in cui la madre sia una lavoratrice autonoma.

Tuttavia, con circolare n. 8 del 2003, l’INPS aveva stabilito che se la madre è una lavoratrice autonoma (ad esempio, artigiana, commerciante, imprenditrice, lavoratrice parasubordinata o libera professionista), il padre poteva utilizzare i riposi giornalieri “dal giorno successivo a quello finale del periodo di trattamento economico spettante alla madre dopo il parto” (dunque, in sostanza, al termine del periodo di congedo di maternità).

Di contro, la Cassazione – con la sentenza del 12 settembre 2018 n. 22177 – ha statuito che, ai sensi dell’art. 40 del d.lgs. n.151/2001, «… l’alternatività nel godimento dei riposi giornalieri da parte del padre è prevista solo qualora la madre lavoratrice dipendente non se ne avvalga. Qualora invece la madre non sia lavoratrice dipendente non è prevista alcuna alternatività. In questa seconda ipotesi, il padre può fruire dei permessi giornalieri anche nel periodo di fruizione dell’indennità di maternità da parte della madre…».

In recepimento di tale principio, l’ente previdenziale (superando quando stabilito nella precedente circolare n. 8/2003) ha precisato che, nel caso in cui la madre sia lavoratrice autonoma, il padre lavoratore dipendente può fruire dei riposi giornalieri sin dalla nascita del figlio (ovvero dall’ingresso del minore in famiglia, in caso di adozioni) a prescindere dalla fruizione dell’indennità di maternità da parte della madre.

Resta fermo, invece, il principio stabilito dalla circolare n. 8 del 2003 per cui il padre lavoratore dipendente non può fruire dei riposi giornalieri nel periodo in cui la madre lavoratrice autonoma si trovi in congedo parentale (come nel caso delle lavoratrici parasubordinate).

Download Riposi giornalieri usufruiti dal padre quando la madre è lavoratrice autonoma

Potrebbe interessarti anche
Gestione del rapporto di lavoro
È legittimo vietare l’esibizione di segni religiosi sul luogo di lavoro?
Ha fatto scalpore sui social e sulla stampa la sentenza della Corte di Giustizia...
2 min
Gestione del rapporto di lavoro
Bonus 200 euro, riaperti i termini per i ritardatari
Indicata una modalità di riconoscimento retroattivo Con il messaggio numero ...
2 min
Gestione del rapporto di lavoro
È possibile assegnare al lavoratore mansioni promiscue, anche di diverso inquadramento? La Cassazione ha messo le cose in chiaro
Spesso nella realtà delle strutture sanitarie o socio-sanitarie si pone la nece...
3 min
Gestione del rapporto di lavoro
Permessi 104 e congedo straordinario, nuove disposizioni
Con messaggio n. 3096 del 5 agosto scorso, che fa seguito al n. 3066 del 4 agost...
2 min
Gestione del rapporto di lavoro
Primi chiarimenti dell’INPS sulle novità apportate dal d.lgs. n. 105/2022 in materia di paternità, maternità e congedo parentale
Come indicato nella recente news del 3 agosto u.s., il d.lgs. n. 105/2022 ha app...
4 min