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Rapporto biennale sulla parità di genere: scade il 15 luglio il termine per la trasmissione

28 Giugno 2024

Il Codice delle pari opportunità tra uomo e donna (d.lgs. 198/2006) prevede che le aziende pubbliche e private che occupino oltre cinquanta dipendenti siano tenute a redigere un rapporto periodico sulla situazione del personale maschile e femminile.

Il rapporto è biennale e, per il 2022/2023, il termine per la trasmissione, inizialmente previsto per il 30 giugno, è stato successivamente prorogato al 15 luglio 2024.

Tale attività rappresenta un adempimento obbligatorio per le aziende oltre i 50 dipendenti e una mera facoltà per quelle che non arrivano al citato requisito dimensionale.

Il rapporto deve essere compilato ogni due anni e contiene informazioni relative al personale impiegato riguardanti lo stato delle assunzioni, la formazione, la promozione professionale, i livelli, i passaggi di categoria o di qualifica, altri fenomeni di mobilità, l’intervento della Cassa integrazione guadagni, i licenziamenti, i prepensionamenti, i pensionamenti e la retribuzione effettivamente corrisposta.

Con l’obiettivo di contribuire a rendere effettivo il principio di parità nei luoghi di lavoro, per ognuna delle suddette informazioni dovrà evidenziarsi la quota relativa al personale femminile.

Quanto sopra, chiaramente, nel rispetto dei dati personali, con la conseguenza che non dovrà in alcun caso essere indicata l’identità dei lavoratori, ma dovrà essere specificato solo il sesso, in modo che i dati riportati non siano suscettibili di determinare, neppure indirettamente, l’identificabilità degli interessati.

Tale prospetto deve essere redatto in modalità esclusivamente telematica, tramite l’applicativo reso disponibile sul sito del Ministero del Lavoro, e il salvataggio a sistema dello stesso equivale alla trasmissione del rapporto alla consigliera o al consigliere regionale di parità.

La normativa prevede peraltro che una copia del rapporto, unitamente alla ricevuta, debba essere trasmessa dal datore di lavoro, con modalità telematica, anche alle rappresentanze sindacali aziendali.

Ma cosa accade nel caso in cui in azienda non siano state costituite rappresentanze sindacali aziendali o RSU?

Il Ministero del Lavoro, in risposta a specifiche Faq sull’argomento, ha precisato che “In mancanza delle rappresentanze sindacali aziendali il rapporto deve essere trasmesso alle sedi territoriali delle organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative sul piano nazionale, alla luce di quanto stabilito dall’art. 37 del D. Lgs. 198/2006, che prevede un coinvolgimento di tali soggetti nelle procedure da attivare in caso di discriminazioni di carattere collettivo”.

Si rammenta che la corretta predisposizione del rapporto – oltre ad essere indispensabile per ottenere la certificazione della parità di genere e, quindi, per fruire di specifiche agevolazioni contributive – è condizione per partecipare ad eventuali appalti pubblici finanziati con le risorse del PNRR e del PNC e consente di evitare l’applicazione di sanzioni pecuniarie.

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