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Quota 103, i chiarimenti per l’anno 2024

5 Marzo 2024

Con circolare n. 39 del 27 febbraio u.s., l’INPS ha fornito le istruzioni operative per la fruizione della cd. “Quota 103” ossia quella modalità di pensionamento anticipato, già prevista nel 2023, prorogata per il corrente anno dalla Legge di Bilancio 2024 (L.213/23) pur con alcune significative variazioni.

Queste ultime non hanno, tuttavia, riguardato i requisiti di accesso a tale misura che, come per l’anno precedente, restano pari a 62 anni d’età e 41anni di contributi.

In merito, l’Istituto ha chiarito che, ai fini del perfezionamento di tale ultimo requisito, è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurato, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione al netto dei periodi di malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti, ove richiesto dalla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico.

È stata però apportata una rilevante novità a “Quota 103” per l’anno 2024 relativamente alla modalità di calcolo dell’assegno pensionistico per coloro che maturano gli anzidetti requisiti nel corrente anno.

In particolare, l’importo della pensione è determinato secondo le regole di calcolo del sistema contributivo e in ogni caso la prestazione è riconosciuta per “un valore lordo mensile massimo non superiore a quattro volte il trattamento minimo stabilito per ciascun anno, a legislazione vigente” pari a € 2.394,44 per il 2024.

Tale ultimo limite d’importo troverà applicazione fino al raggiungimento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia (attualmente fissato a 67 anni) quando verrà posto in pagamento l’intero importo della pensione tempo per tempo perequato.

Anche con riferimento alla decorrenza del trattamento si registrano alcune variazioni rispetto alla previgente versione in quanto, ferma la disciplina differenziata in ragione della natura pubblica o privata del datore di lavoro, vengono aumentate rispetto all’anno passato le cd. “finestre d’uscita”.

In particolare, i lavoratori privati, subordinati o autonomi, potranno accedere alla pensione tramite Quota 103 decorsi 7 mesi dalla data di maturazione dei relativi requisiti (invece dei 3 mesi previsti nel 2023), mentre per i dipendenti del settore pubblico la decorrenza è fissata a 9 mesi dalla maturazione dei requisiti richiesti (in luogo dei precedenti 6 mesi).

Ciò significa, come chiarito dall’Ente previdenziale, che la decorrenza della pensione per i lavoratori privati non può iniziare prima del 2 agosto 2024, se il trattamento è liquidato dalla gestione esclusiva dell’AGO ovvero prima del 1° settembre 2024, se il trattamento pensionistico è liquidato da una gestione diversa da quella esclusiva dell’AGO.

Analogamente per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni la pensione non può iniziare prima del 2 ottobre 2024, se il trattamento pensionistico è liquidato dalla gestione esclusiva dell’AGO, o prima del 1° novembre 2024, se il trattamento è liquidato da una gestione diversa da quella esclusiva dell’AGO.

L’Ente previdenziale ha poi chiarito che tale sistema di finestre trova applicazione anche con riferimento all’incentivo per il posticipo del pensionamento, già illustrato con la precedente news del 13 ottobre 2023, prorogato anch’esso per il corrente anno.

Tale misura consente ai lavoratori che maturano il diritto alla pensione anticipata flessibile di proseguire l’attività lavorativa dipendente; a fronte di questa scelta si prevede che la quota di contribuzione a carico dei lavoratori non venga versata dal datore di lavoro all’ente di previdenza ma venga erogata interamente in busta paga ai beneficiari.

L’ultimo aspetto toccato dal chiarimento dell’INPS è quello inerente alla possibilità di riconoscere l’assegno straordinario di solidarietà per accompagnare i lavoratori alla maturazione dei requisiti di Quota 103, già prevista dall’art. 22 del Decreto legge 4/2019.

Si precisa, in particolare, che in caso di conseguimento del diritto nel corrente anno, alla luce delle finestre previste per il 2024, l’assegno straordinario deve essere erogato anche nei sette mesi successivi alla maturazione del diritto alla prestazione pensionistica, mentre il versamento della contribuzione correlata è dovuto fino al raggiungimento dei requisiti minimi richiesti.

Di conseguenza, l’assegno straordinario non può essere erogato oltre il 31 luglio 2025.

Infine, l’INPS ha precisato che, per quanto non diversamente previsto, restano valide le indicazioni fornite con la circolare n. 27 del 10 marzo 2023, analizzata con la precedente news del 15 Marzo 2023.

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