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Proroga dello smart working al 31 marzo 2024

28 Dicembre 2023

L’art. 18-bis del decreto legge 145/23 (cd. Decreto Anticipi), inserito dalla legge di conversione 15 dicembre 2023, n.191, ha prorogato fino al 31 marzo p.v. il diritto allo smart working per il settore privato.

Sebbene l’articolo in questione si riferisca – in rubrica – ai soli lavoratori genitori di figli con età inferiore ai 14 anni, in dottrina si ritiene, essendo stato prorogato l’art. 90, comma 1 del decreto legge 34/2020 (riferibile ad entrambe le categorie), che possano beneficiare di tale misura anche i lavoratori c.d. fragili, vale a dire quelli maggiormente esposti al rischio di contagio in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o, comunque, da comorbilità che possono caratterizzare una situazione di maggiore rischiosità accertata dal medico competente.

Sono rimaste invariate, tuttavia, le condizioni in presenza delle quali sussiste il diritto al lavoro agile, ovvero:

(i) compatibilità con le caratteristiche dell’attività svolta presso il datore di lavoro privato (tale requisito deve sussistere sia con riferimento ai genitori di figli minori di 14 anni sia con riferimento ai lavoratori c.d. fragili);

(ii) assenza di altro genitore non lavoratore e/o beneficiario di ammortizzatori sociali in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa (tale requisito vale solo per i genitori di figli minori di 14 anni).

Allo stato – verosimilmente in ragione dell’attuale mancanza di copertura finanziaria – la proroga del diritto al lavoro agile risulta applicabile al solo settore privato e con esclusione della categoria dei c.d. super fragili, ossia i lavoratori affetti da patologie croniche e con particolari connotazioni di gravità previste dal D.M. del Ministro della Salute del 4 febbraio 2022 e debitamente certificate.