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Prestiti ai dipendenti: il “Decreto Anticipi” cambia la tassazione

15 Gennaio 2024

La legge n. 191 del 15 dicembre 2023, di conversione del decreto legge n. 145 del 18 ottobre 2023 (c.d. “Decreto Anticipi”), è intervenuta in merito alla modalità di calcolo del fringe benefit in caso di concessione di prestiti ai dipendenti.

Tali somme, ai sensi dell’art. 51, comma 4, del TUIR, beneficiano della franchigia generale di non imponibilità (per il 2024) fino a 1.000 euro e fino a 2.000 euro per i lavoratori con figli a carico, prevista dal comma 3 del citato articolo.

Prima della modifica apportata dal Decreto Anticipi, la normativa prevedeva che, al di fuori della suddetta franchigia, i prestiti del datore di lavoro costituivano reddito imponibile nella misura del 50% della differenza tra l’ammontare degli interessi calcolati in base al tasso ufficiale di riferimento (TUR) vigente al termine di ciascun anno e quello effettivamente praticato al dipendente.

Tale disciplina, alla luce del rialzo dei tassi di riferimento operato dalla Banca Centrale Europea nell’ultimo anno, si è rivelata svantaggiosa per i lavoratori avendo determinato un mutamento significativo delle condizioni rispetto a cui erano stati contratti i prestiti.

La novella legislativa, al fine di correggere gli effetti distorsivi causati da tale situazione, ha modificato, mediante il comma 3-bis dell’articolo 3 del decreto 145/2023, il criterio di computo del fringe benefit, introducendo una distinzione tra tassi variabili e fissi.

Nello specifico, ferma la determinazione del fringe benefit in misura pari al 50% della differenza tra l’importo degli interessi calcolato in base al TUR e l’importo degli interessi calcolato in base al tasso effettivo applicato al dipendente, viene modificato il TUR da considerare ai fini di tale calcolo che diventa diverso a seconda della tipologia di prestito concesso e sarà:

  • per i prestiti a tasso variabile, quello vigente alla data di scadenza di ciascuna rata;
  • per i prestiti a tasso fisso, quello vigente alla data di concessione del prestito.

Il comma 3-ter del citato articolo 3 del citato decreto 145 ha anche stabilito che tali nuovi criteri si applicano “a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”, e, pertanto, trovano applicazione già con riferimento al periodo d’imposta 2023.

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