“Punizione dei ribelli” dipinto murale realizzato tra il 1481 e il 1482 dal pittore italiano Sandro Botticelli conservato nella Cappella Sistina

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13 Ottobre 2021

Verifiche Green Pass in ambito lavorativo: emanate le linee guida del Governo

Nella serata di ieri, dopo un lungo confronto con il Garante della Privacy, il Presidente Mario Draghi ha comunicato di aver firmato un DPCM (il cui testo non è ancora stato reso noto), contenente le linee guida per la verifica (obbligatoria dal 15 ottobre p.v.) del green pass in ambito lavorativo che, secondo le anticipazioni dell’Esecutivo, per le aziende private prevederanno:

  • l’integrazione del sistema di lettura e verifica del QR code del certificato verde nei sistemi di controllo agli accessi fisici, inclusi quelli di rilevazione delle presenze, o della temperatura;
  • l’interazione asincrona tra il Portale istituzionale INPS e la Piattaforma nazionale-DGC (solo per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti).

In attesa della diffusione del testo ufficiale del documento, il Governo ha inoltre pubblicato specifiche FAQ relative alle suddette verifiche che già tengono conto delle disposizioni del DPCM, disponibili alla pagina web https://www.governo.it/it/articolo/green-pass-faq-sui-dpcm-firmati-dal-presidente-draghi/18223.

Tali FAQ precisano, tra l’altro, le modalità per la verifica dei soggetti che, per comprovati motivi di salute, non possono essere sottoposti a vaccinazione (e, quindi, sono esonerati dall’obbligo di green pass). Al riguardo, il Governo afferma che tali persone dovranno esibire un certificato contenente l’apposito “QR code” in corso di predisposizione. Nelle more del rilascio del relativo applicativo, il personale esente – previa trasmissione della relativa documentazione sanitaria al medico competente – non potrà essere soggetto ad alcun controllo. In questa fase, pertanto, il Governo sembrerebbe prevedere la necessità di un coinvolgimento del Medico Competente in tale percorso. Quest’ultimo, infatti, come chiarito anche dalle linee guida relative alla p.a., dovrà acquisire le certificazioni di esenzione dalla campagna di vaccinazione da parte dei lavoratori e, su autorizzazione degli stessi, dovrà comunicare tale circostanza al datore di lavoro.

Le FAQ governative, inoltre, chiariscono che per i soggetti in attesa di rilascio di valida certificazione verde e che ne abbiano diritto, nelle more del rilascio e dell’eventuale aggiornamento, sarà possibile avvalersi – ai fini dell’accesso sul luogo di lavoro – dei documenti rilasciati, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta.

Il documento, infine, fornisce ulteriori importanti risposte ad alcune problematiche emerse nei giorni scorsi, affermando che:

  • in assenza di green pass (o del certificato di esenzione) il lavoratore è considerato assente ingiustificato e, oltre alla retribuzione, perde altresì il diritto a qualsiasi altra componente della retribuzione, anche di natura previdenziale, avente carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario, previsto per la giornata di lavoro non prestata. I giorni di assenza ingiustificata non concorrono alla maturazione delle ferie e comportano la perdita della relativa anzianità di servizio;
  • in caso di accesso su luogo di lavoro in assenza di green pass (o di certificato di esenzione), il lavoratore, nelle aziende con più di 15 dipendenti, è considerato assente ingiustificato, senza diritto allo stipendio, fino alla presentazione del green pass, ed il datore di lavoro (oltre all’eventuale avvio di un procedimento disciplinare) è tenuto a comunicare quanto accaduto alla Prefettura territorialmente competente per l’irrogazione delle sanzioni amministrative (da 600 a 1500 euro);
  • in caso di somministrazione, i controlli devono essere effettuati sia dall’Agenzia per il Lavoro, sia dall’azienda utilizzatrice;
  • i controlli dovranno riguardare anche i lavoratori autonomi;
  • qualora ciò sia motivato da esigenze organizzative, i datori di lavoro (come d’altronde ormai previsto dal d.l. 139/21) potranno chiedere di comunicare anticipatamente il mancato possesso del green pass e, in tale ipotesi, il personale sarà tenuto ad ottemperare a tale richiesta con il preavviso necessario per soddisfare tali esigenze.
Verifiche Green Pass in ambito lavorativo- emanate le linee guida del Governo
Costantino&partners

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