“Punizione dei ribelli” dipinto murale realizzato tra il 1481 e il 1482 dal pittore italiano Sandro Botticelli conservato nella Cappella Sistina

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18 Maggio 2021

Vaccinazione e ruolo del medico competente: le precisazioni del Garante della Privacy

Non cessa il dibattito in merito alla vaccinazione anti Covid-19 del personale delle Strutture sanitarie, atteso che nemmeno l’obbligatorietà stabilita dall’art. 4 del d.l. 44/2021 per gli esercenti le professioni sanitarie e per gli operatori di interesse sanitario è stata, di fatto, risolutiva, a causa dei tempi di attuazione da parte delle Aziende Sanitarie Locali competenti.

Anche il Garante della Privacy, pertanto, con il recentissimo provvedimento del 13 maggio 2021, è nuovamente intervenuto sul tema, fornendo alcuni importanti chiarimenti.

Il Garante, dopo aver ribadito che, sui luoghi di lavoro, l’unico soggetto abilitato a trattare i dati relativi alla vaccinazione del personale è il medico competente, ha precisato che “il tema del trattamento dei dati relativi alla vaccinazione può allo stato essere inquadrato nell’ambito della verifica dell’idoneità alla mansione specifica, che consente quindi al medico competente (e solo a lui), nella sua funzione di raccordo tra il sistema sanitario nazionale/locale e lo specifico contesto lavorativo e nel rispetto delle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie, anche in merito all’efficacia e all’affidabilità medico-scientifica della somministrazione dei vaccini, di emettere giudizi di idoneità parziale e/o inidoneità temporanee per i lavoratori non vaccinati (salvo che il rischio non possa essere ridotto con misure di protezione e/o organizzative alternative e di eguale efficacia)”.

Il provvedimento, peraltro, esplicita che il datore di lavoro, venuto a conoscenza del giudizio espresso in sede di sorveglianza sanitaria, deve attuarlo, verificando anche se sia possibile allontanare il lavoratore dal rischio ricollocandolo in altre mansioni (finanche inferiori), e ciò soprattutto nei contesti sanitari, nei quali, anche secondo il parere del Garante, trovano applicazione le disposizioni di tutela dei lavoratori esposti ad agenti biologici e, segnatamente, l’art. 279 del d.lgs. 81/2008 relativo alla sorveglianza sanitaria di questi ultimi.

Risultano, pertanto, confermati gli orientamenti espressi sin dall’incontro pubblico organizzato, per tutti gli associati ARIS, in data 28 gennaio 2021, avvalorati peraltro da provvedimenti sia dei Collegi Medici delle ASL, sia della Magistratura del Lavoro, di cui si è già dato conto in precedenti news.

Sotto altro profilo, tuttavia, si evidenzia che il Garante della Privacy continua a non considerare, nonostante le sollecitazioni delle associazioni di categoria, che la vaccinazione del personale delle strutture sanitarie ha una rilevanza non solo ai fini della sicurezza dei lavoratori, ma anche per la salute dei pazienti e degli ospiti, soprattutto qualora si tratti di strutture residenziali dove sono ospitati soggetti anziani o fragili.

Sarebbe, pertanto, opportuno che si esplicitasse che anche il Direttore Sanitario, in qualità di responsabile ultimo dell’assistenza dei predetti pazienti ed ospiti, deve poter conoscere lo stato vaccinale dei propri collaboratori, come d’altronde può (ed, anzi, deve) conoscere ogni informazione relativa al possesso dei requisiti professionali da parte degli stessi.

In proposito, infatti, si rammenta che il già citato art. 4 del d.l. 44/2021 ha precisato che per i professionisti sanitari e per gli operatori di interesse sanitario, “la vaccinazione costituisce requisito essenziale per l’esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative”.

Vaccinazione e ruolo del medico competente- le precisazioni del Garante della Privacy
Costantino&partners

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