“Punizione dei ribelli” dipinto murale realizzato tra il 1481 e il 1482 dal pittore italiano Sandro Botticelli conservato nella Cappella Sistina

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20 Luglio 2021

Quanto dura il divieto di licenziamento per le strutture sanitarie

Trascorsa la deadline del 30 giugno 2021, molte strutture si stanno chiedendo se sia per loro tuttora in vigore il divieto di licenziamento previsto dalla normativa emergenziale.

Sul punto, come già segnalato in precedenti news, l’art. 8 del d.l. 41/2021 non brilla certo per chiarezza, in quanto – nell’estendere il predetto divieto sino al 31 ottobre 2021 – non precisa se tale estensione riguardi:

  • solo le aziende che abbiano fatto ricorso all’assegno ordinario FIS (ovvero alla CIGD o alla CISOA) previsti dal Decreto Sostegni, ovvero
  • tutte le aziende che avrebbero potuto potenzialmente avvalersi di tali ammortizzatori sociali.

Né, peraltro, le indicazioni contenute nei lavori parlamentari aiutano a decifrare l’effettiva portata temporale della disposizione, atteso che, nonostante la chiara presa di posizione contenuta nella relazione illustrativa del decreto legge predisposta dal Governo – secondo cui “a decorrere dal 1° luglio il blocco dei licenziamenti è collegato alla fruizione dei trattamenti di integrazione salariale con causale COVID-19” (cfr., in senso conforme, il Dossier della Camera dei Deputati n. 104 del 12 maggio 2021) – in altri lavori parlamentari (cfr. relazione illustrativa del Senato del 22 marzo 2021) si registrano pareri discordanti.

Per tale motivo, l’ARIS, in data 8 giugno u.s., ha proposto specifica istanza di interpello, alla quale, tuttavia, il Ministero del Lavoro non ha ancora fornito alcuna risposta.

Una indicazione, invece, è recentemente pervenuta dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro che, con la recentissima nota prot. 5186 del 16 luglio u.s., ha precisato che “a decorrere dal 1° luglio 2021 (…) il divieto di licenziamento è venuto meno solo per le aziende che possono fruire della CIGO individuate ex art. 10 del d.lgs. n. 148/2015 (riferibile sostanzialmente ad industria e manifatturiero)”, mentre il “blocco” deve ritenersi vigente sino al 31 ottobre 2021 per le aziende “aventi diritto all’assegno ordinario e alla cassa integrazione salariale in deroga di cui agli artt. 19, 21, 22 e 22 quater, D.L. n. 18/20, nonché a quelle destinatarie della cassa integrazione operai agricoli CISOA”.

Si tratta, evidentemente, di una interpretazione discutibile sul piano tecnico (se non altro perché contraria alle iniziali dichiarazioni del Governo), frutto probabilmente di una mediazione politica nell’ambito del confronto in corso circa le misure per evitare crisi occupazionali, che tuttavia ha quantomeno il pregio di fornire agli operatori (e, in particolare, alle strutture sanitarie) una indicazione chiara circa l’impossibilità, allo stato attuale, di avviare procedure di licenziamento per giustificato motivo oggettivo o di licenziamento collettivo, salvi i casi espressamente previsti dalla vigente normativa emergenziale.

Quanto dura il divieto di licenziamento per le strutture sanitarie
Costantino&partners

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