“Punizione dei ribelli” dipinto murale realizzato tra il 1481 e il 1482 dal pittore italiano Sandro Botticelli conservato nella Cappella Sistina

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25 Maggio 2021

Lavoratori fragili: equiparazione delle assenze a ricovero ospedaliero anche per il periodo “scoperto”

Le assenze dal lavoro effettuate dai soggetti c.d. fragili sono equiparate a degenza ospedaliera anche per i periodi 16 ottobre-31 dicembre 2020 e 1° marzo-22 marzo 2021.

È quanto confermato dall’INPS che, con il messaggio n. 1667/2021, ha previsto che le disposizioni introdotte nel nostro ordinamento dall’art. 26 del d.l. 18/2020 (c.d. Cura Italia) e modificate, da ultimo, dall’art. 15 del d.l. 41/2021 (c.d. Sostegni), vadano a coprire anche l’intervallo lasciato privo di specifiche misure dalle diverse disposizioni che si sono succedute al fine di modificare e rinnovare le tutele garantite ai lavoratori fragili (cfr. precedente news del 30 marzo 2021).

L’Istituto, pertanto, risolvendo alcuni dei dubbi sorti in ordine alla disciplina in esame, ha riconosciuto – consecutivamente, per l’intero periodo intercorrente dal 17 marzo 2020 al 30 giugno 2021 – l’equiparazione del periodo di assenza dal lavoro a ricovero ospedaliero per tutti quei soggetti individuati dal comma 2 del citato art. 26 (vale a dire i “lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ivi inclusi i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell‘articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104).

Il citato messaggio, tuttavia, non chiarisce se tutte le assenze dal servizio debbano essere escluse dal computo ai fini del calcolo del periodo di comporto.

A tal riguardo, sebbene un’interpretazione strettamente letterale dell’art. 15 del Sostegni potrebbe portare ad optare per l’esclusione dal suddetto computo solo delle assenze effettuate a partire dal 1° marzo u.s., appare tuttavia più coerente con le intenzioni del Legislatore (così come presupposte anche dalla nota INPS in commento) ritenere che, poiché tale previsione è intervenuta direttamente sull’art. 26 del d.l. 18/2020 (modificando, tra l’altro, le parole “fino al 15 ottobre 2020” con le parole “fino al 30 giugno 2021”), le assenze effettuate dai soggetti fragili debbano essere considerate escluse dal comporto per l’intero periodo emergenziale (e, quindi, dall’entrata in vigore del decreto Cura Italia).

Quanto sopra, purché – come previsto dal novellato art. 26 citato – il lavoratore fragile sia impossibilitato a svolgere la propria prestazione in smart working “anche attraverso adibizione a diversa mansione (equivalente o finanche inferiore, ndr.) ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto”.

Conseguentemente, la complessiva tutela in questione (sia previdenziale, sia relativa al calcolo del periodo di comporto) potrà essere riconosciuta esclusivamente al lavoratore fragile che non possa rendere la propria prestazione in smart working.

Lavoratori fragili- equiparazione delle assenze a ricovero ospedaliero anche per il periodo “scoperto”

Costantino&partners

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