“Punizione dei ribelli” dipinto murale realizzato tra il 1481 e il 1482 dal pittore italiano Sandro Botticelli conservato nella Cappella Sistina

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04 Maggio 2021

La legge di conversione del Milleproroghe apre alla possibilità di utilizzare personale straniero anche nelle strutture private

La legge n. 21/21 di conversione del cd. Milleproroghe (d.l. n. 183/20) ha sostituito integralmente l’articolo 13 del decreto-legge n. 18 del 2020, estendendo all’impiego presso strutture private accreditate le deroghe alle norme in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie.

In particolare, la citata disposizione prevede ora espressamente che, fino al 31 dicembre 2021, l’esercizio temporaneo delle professioni sanitarie e di operatore socio-sanitario, in deroga alle disposizioni sul riconoscimento dei titoli abilitanti all’esercizio delle professioni sanitarie, debba ritenersi consentito anche presso le strutture sanitarie private autorizzate o accreditate, purché impegnate nell’emergenza da COVID-19, e non solo presso le strutture del SSN.

A tal fine, gli interessati dovranno presentare apposita istanza, corredata di un certificato di iscrizione all’albo dello Stato di provenienza, alle regioni e province autonome, ai fini del reclutamento temporaneo di tali professionisti.

La disposizione in commento prevede, inoltre, che – sempre fino al 31 dicembre 2021 – sia possibile l’assunzione alle dipendenze della pubblica amministrazione nonché presso strutture sanitarie private autorizzate o accreditate (purché impegnate nell’emergenza da COVID-19) di lavoratori cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea, esercenti professioni sanitarie o appartenenti alla qualifica di operatore socio-sanitario, purché titolari di un permesso di soggiorno che consenta di svolgere attività lavorativa.

La norma, in sostanza, consente la contrattualizzazione di personale sanitario anche senza procedere al riconoscimento dei titoli, ma non contiene alcuna deroga in relazione all’eventuale ingresso (e permanenza per motivi di lavoro) in Italia dei cittadini extraeuropei, con la conseguenza che dovranno ritenersi normalmente applicabili le disposizioni in materia di permesso di soggiorno e flussi.

Ai sensi dell’art. 27 del d.lgs. n. 286/98, infatti, l’ingresso al di fuori dei flussi è consentito solo agli “r bis) infermieri professionali assunti presso strutture sanitarie pubbliche e private” e non anche alle altre figure sanitarie (medici, fisioterapisti, o anche OSS).

Per tale ragione, fatta eccezione per il personale infermieristico che, come anticipato, potrebbe entrare in Italia anche al di fuori dei flussi (lett. r bis art. 27 d.lgs. n. 286/98) ed essere contrattualizzato direttamente dalle strutture sanitarie (pubbliche o private accreditate, purché impegnate nell’emergenza Covid) anche in assenza del riconoscimento del titolo, ai lavoratori extracomunitari appartenenti alle altre qualifiche (sanitarie) sarà, invece, consentito l’ingresso solo nel rispetto dei vincoli previsti dalla normativa sull’immigrazione, salvo che non siano impegnati nell’ambito di un contratto di appalto o che abbiano ottenuto l’ingresso nel nostro Paese per finalità di formazione professionale (ai sensi, rispettivamente, delle lett. i) ed f) del citato art. 27 del d.lgs. n. 286/98).

Resta ferma, invece, la possibilità di impiegare personale già presente sul territorio italiano in virtù di provvedimento che consenta loro lo svolgimento di attività lavorativa che non abbia ancora proceduto al riconoscimento del titolo eventualmente posseduto.

La legge di conversione del Milleproroghe apre alla possibilità di utilizzare personale straniero anche nelle strutture private
Costantino&partners

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