“Punizione dei ribelli” dipinto murale realizzato tra il 1481 e il 1482 dal pittore italiano Sandro Botticelli conservato nella Cappella Sistina

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03 Settembre 2021

Cessa l’indennità Inps per i periodi di quarantena

Con messaggio n. 2842 del 6 agosto 2021, l’INPS ha chiarito che, in caso di quarantena, l’indennità previdenziale di malattia non sarà erogata per gli eventi avvenuti nell’anno in corso poiché, per il 2021, il legislatore non ha provveduto (almeno allo stato) a stanziare nuove risorse.

La precisazione fornita dall’Istituto di previdenza riguarda unicamente coloro i quali siano stati posti in quarantena con isolamento fiduciario per essere entrati in contatto con un soggetto positivo, ma non abbiano contratto la malattia; in caso di eventi certificati come malattia conclamata da Covid-19, infatti, le indicazioni ricevute da parte del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali autorizzano, ancora oggi, l’Istituto a procedere al riconoscimento dell’indennità di malattia secondo l’ordinaria gestione.

Nel medesimo messaggio, l’Istituto è intervenuto anche in relazione alla disciplina dei lavoratori “fragili” (la cui assenza dal lavoro è stata equiparata a ricovero ospedaliero dall’art. 26, c. 2 del cd. Cura Italia), per i quali ha confermato il pagamento dell’indennità di malattia solo in relazione agli eventi verificatisi fino al 30 giugno 2021, evidenziando come il recente d.l. n. 105/2021 abbia modificato il solo comma 2-bis dell’art. 26, estendendo pertanto fino al 31 ottobre p.v. solo il diritto dei lavoratori fragili a svolgere l’attività lavorativa in smart working.

è evidente come le precisazioni dell’Inps siano destinate ad incidere negativamente sui lavoratori, improvvisamente (e retroattivamente) privati di ogni tutela economica per i periodi in cui siano posti in quarantena e non possano essere ammessi a prestare la loro attività in modalità da remoto.

La mancata equiparazione, sotto il profilo economico, dei periodi trascorsi in quarantena alla malattia, nonché la decadenza delle misure ad hoc finora previste per i lavoratori fragili rimangono nodi da sciogliere, su cui si sono già attivati i sindacati che hanno sottoposto all’attenzione dei Ministri della Salute, del Lavoro e dell’Economia il problema, sollecitando un intervento normativo urgente che consenta di assicurare a tutti i lavoratori il riconoscimento delle dovute indennità.

Allo stato, pertanto, nell’ipotesi in cui i datori di lavoro ricevano dai lavoratori la documentazione attestante l’emissione di un provvedimento di quarantena con isolamento fiduciario nei confronti dei lavoratori non potranno fare altro che considerare l’assenza giustificata, rinviando alle tutele eventualmente previste dalla contrattazione collettiva (nella sanità privata, in particolare, i contratti collettivi per il personale non medico, anche dirigenziale, prevendono permessi retribuiti “per i periodi contumaciali previsti per le malattie infettive, secondo la normativa vigente”).

Diversamente, qualora continuassero a ricevere certificazioni di malattia (senza l’indicazione della diagnosi o del codice specifico), le strutture non potranno fare altro che procedere all’anticipazione del trattamento economico, attendendo successive eventuali indicazioni dall’Inps.

Si rammenta che per gli operatori sanitari ed il personale di laboratorio non è prevista la quarantena in caso di contatti ad alto rischio, ma solo sorveglianza sanitaria attiva, anche qualora non abbiano ancora completato il ciclo vaccinale (cfr. da ultimo circolare n. 36254 dell’11 agosto 2021, che ha anche ridotto i tempi di quarantena per i soggetti vaccinati).

Non resta che auspicare dunque che il Legislatore intervenga in materia, accogliendo con favore le preoccupazioni espresse da tutte le parti sociali in merito alla salvaguardia dei diritti dei lavoratori, allo stato frustrati dall’assenza di una previsione che provveda allo stanziamento delle necessarie risorse, ma anche dei datori di lavoro, spaventati dalla prospettiva di dover far fronte ad oneri gestionali (ed, in alcuni casi, economici) non previsti e su cui tuttora, a distanza di nove mesi dall’inizio del 2021, non sono state prospettate soluzioni chiare ed univoche.

Cessa l’indennità Inps per i periodi di quarantena
Costantino&partners
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