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Convertito il decreto Milleproroghe

29 Febbraio 2024

Con legge n. 18 del 23 febbraio 2024, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 28 febbraio 2024, è stato convertito il decreto-legge n. 215 del 30 dicembre 2023, recante “Disposizioni urgenti in materia di termini normativi”.

La novella normativa – oltre a confermare una serie di disposizioni già contenute nel decreto di fine dicembre, tra le quali spicca la possibilità, per tutto il 2024, di conferire incarichi (di durata semestrale ma rinnovabili fino a fine anno) di lavoro autonomo ai medici specializzandi iscritti regolarmente all’ultimo e al penultimo anno di corso della scuola di specializzazione – interviene anche su un altro importante tema: i contratti a tempo determinato.

Si ricorderà infatti che il decreto Lavoro (decreto-legge n. 48/2023), per mitigare le rigidità del decreto Dignità (decreto-legge 87/2018), ha demandato alla contrattazione collettiva la definizione delle causali per i contratti a termine di durata superiore a 12 mesi, consentendo nelle more di tali accordi (sottoscritti con le OO.SS. comparativamente più rappresentative) di instaurare rapporti a tempo determinato “per esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva individuate dalle parti”.

In mancanza di disciplina collettiva – com’è il caso del vigente ccnl per il personale dipendente delle strutture sanitarie associate all’AIOP e all’ARIS, che si limita a riportare le causali previste dalla legge, per come riformate dal decreto Dignità – il decreto Lavoro ha, pertanto, consentito alle parti (datore di lavoro e dipendente) di apporre o prorogare il termine a fronte di specifiche esigenze dalle stesse individuate in sede di stipula.

Tale possibilità era però inizialmente prevista solo fino al 30 aprile 2024, termine oltre il quale le parti avrebbero dovuto far riferimento esclusivamente a quanto stabilito all’interno del contratto collettivo, fatte salve le causali sostitutive ed il periodo a-causale di 12 mesi.

L’obiettivo del Legislatore era quello di dare alle parti sociali il tempo di adeguare la contrattazione, come avvenuto negli accordi ponte AIOP RSA di ottobre 2023 e ARIS CDR e RSA di gennaio 2024, che hanno introdotto specifiche causali.

Tuttavia, nella gran parte dei casi i contratti collettivi non hanno proceduto a tale regolamentazione, con il conseguente rischio – contrastante con il principio ispiratore della norma, che mirava ad una maggiore flessibilità – che in molti settori, dal 1° maggio 2024, l’unica causale utilizzabile (decorsi i primi 12 mesi di rapporto a termine) sarebbe stata quella delle esigenze sostitutive.

Per tale ragione, il Parlamento ha deciso di prolungare la fase transitoria al 31 dicembre 2024, consentendo a datore di lavoro e dipendente di individuare, con la dovuta prudenza e specificità, le esigenze tecniche, organizzative e produttive che giustificano l’apposizione del termine.

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