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Congedo straordinario e permessi “104”: ennesimo messaggio dell’INPS

6 Dicembre 2023

L’art. 42 del decreto legislativo n.151/2001 disciplina il congedo straordinario, della durata complessiva di due anni, finalizzato all’assistenza di familiari affetti da disabilità grave. Nel corso del tempo, tale istituto è stato esteso a varie categorie di soggetti, secondo un ordine di priorità che, partendo dal coniuge (ovvero dalla parte di un’unione civile e/o dal convivente di fatto), degrada fino agli altri congiunti.

La norma suindicata prevede testualmente che tale tipologia di congedo, al pari dei permessi di cui all’art. 33 della legge n.104/92, non può essere riconosciuta “a più di un lavoratore per l’assistenza alla stessa persona”.

Unica eccezione a tale regola è prevista dalla legge per i genitori di un figlio con handicap in situazione di gravità per i quali, invece, il diritto al congedo straordinario è riconosciuto ad entrambi in genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente (cfr. art. 42 comma 5-bis, citato decreto).

Senonché il decreto legislativo n.105/22 che, l’anno scorso, ha introdotto alcune modifiche in tema di congedi parentali e permessi “104”, ha eliminato il principio del “referente unico all’assistenza” con riguardo alla fruizione dei permessi “104”.

A partire dal 13 agosto 2022 (data di entrata in vigore del suddetto decreto) – dunque – più soggetti possono fruire dei tre giorni mensili di permesso per assistere la stessa persona disabile, su richiesta e in alternanza tra loro, mentre in precedenza tali permessi erano attribuiti solo a un lavoratore dipendente.

Il decreto n. 105/22 non ha, invece, modificato la disposizione di legge sul congedo straordinario, la quale continua a prevedere che lo stesso non possa essere riconosciuto a più di un lavoratore per l’assistenza alla stessa persona (fatta eccezione per i genitori). 

Con il recente messaggio n. 4143 del 22 novembre u.s., l’INPS ha tuttavia chiarito che l’addio al cosiddetto ‘referente unico’ in tema di permessi mensili per assistenza ai disabili riverbera i suoi effetti anche sulla fruizione del congedo straordinario.

Segnatamente, l’Ente previdenziale – nel precisare ulteriormente gli effetti della riforma apportata dal decreto n.105/22 e pur prendendo atto del fatto che il comma 5-bis dell’art. 42 del decreto n.151/2001 è rimasto immutato – ha precisato che tale norma va letta congiuntamente alla modifica apportata con riguardo ai permessi “104” per i quali, come sopra rilevato, è stato eliminato il principio del referente unico dell’assistenza. 

Pertanto, precisa l’INPS “fermo restando che il congedo straordinario non può essere riconosciuto a più di un lavoratore per l’assistenza alla stessa persona con disabilità grave, è invece possibile autorizzare sia la fruizione del predetto congedo che la fruizione dei permessi di cui all’articolo 33 della legge n.104/1992 a più lavoratori per l’assistenza allo stesso soggetto con disabilità grave, alternativamente e purché non negli stessi giorni”, trattandosi di istituti rispondenti alle medesime esigenze di assistenza.

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