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Come cambia l’orario di lavoro della dirigenza sanitaria pubblica?

24 Aprile 2024

Novità in vista per la dirigenza sanitaria pubblica (medica e non), per la quale il ccnl 2019-2021, firmato il 23.01.2024, introduce per la prima volta un limite alle cd. eccedenze orarie compensate dalla retribuzione incentivante.

Sin dal 1999, il d.lgs. 502/1992 prevede che il dirigente “è responsabile del risultato anche se richiedente un impegno orario superiore a quello contrattualmente definito”.

Per l’effetto, la contrattazione pubblica ha sempre precisato che il superamento del monte ore settimanale non determina il riconoscimento del lavoro straordinario, in quanto si presume finalizzato al conseguimento degli obiettivi già remunerati dalla retribuzione di risultato, a meno che dipenda da eventi assolutamente eccezionali, oppure sia conseguente ai servizi di guardia e di pronta disponibilità attivabili nelle sole ore notturne e nei giorni festivi (si veda ARAN, Orientamento ASAN90c del 2022).

Il principio è stato recepito anche dalla contrattazione collettiva della dirigenza della Sanità Privata, trovando peraltro esplicito riconoscimento da parte della Cassazione.

In particolare, infatti, la Corte, con la recente sentenza n. 9126 del 5 aprile 2024, relativa ad un medico dipendente di un Ospedale privato, ha confermato che, analogamente alle strutture pubbliche e salve le eccezioni stabilite dal contratto collettivo, la retribuzione di risultato compensa il lavoro straordinario, senza che sia nemmeno possibile distinguere “tra il superamento dell’orario di lavoro preordinato al raggiungimento dei risultati assegnati e quello imposto da esigenze del servizio ordinario, poiché la complessiva prestazione del dirigente deve essere svolta al fine di conseguire gli obiettivi propri ed immancabili dell’incarico affidatogli”.

Come anticipato, tuttavia, per le Strutture pubbliche sono entrate in vigore importanti novità.

L’art. 27 del nuovo ccnl, infatti, afferma che l’orario (eccedente le 38 ore settimanali) che si considera utile al raggiungimento dei risultati è definito entro un numero di ore pari al rapporto tra (i) la retribuzione di risultato annuale, calcolata dividendo lo specifico fondo aziendale per il numero di dirigenti presenti al 1° gennaio e (ii) un valore divisore pari a 40.

Inoltre, si stabilisce che l’eventuale ulteriore impegno orario (se non derivante dalla pronta disponibilità o dagli altri eventi che danno diritto allo straordinario) non possa essere programmato e debba risultare dai sistemi di rilevazione.

Esso, inoltre, laddove autorizzato dal dirigente responsabile, è recuperato, anche a giornate intere, compatibilmente con le esigenze organizzative, nell’anno di riferimento o, comunque, entro i primi sei mesi dell’anno successivo (solo in casi eccezionali il recupero è possibile entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di maturazione).

In altri termini, pertanto, se in un determinato Ospedale la retribuzione di risultato media è pari a 5000 euro lordi, il numero di ore compreso in essa sarà pari a 125 (5000/40). Laddove un dirigente dovesse maturare un numero di eccedenze orarie superiore, potrà godere di corrispondenti riposi compensativi, da utilizzare, compatibilmente con le esigenze organizzative, al più entro l’anno successivo.

Per una valutazione del sistema introdotto dal ccnl pubblico occorrerà attendere un congruo periodo di osservazione, anche se è evidente che gli effetti della nuova regolamentazione dipenderanno molto dalla capacità dei dirigenti responsabili di organizzare i servizi e di autorizzare solo le ore di lavoro effettivamente necessarie per il raggiungimento degli obiettivi.

Lo stesso ccnl, infatti, si premura di escludere ogni forma di autorizzazione generalizzata e di stabilire che il responsabile della struttura debba predisporre mensilmente un piano di lavoro che schematizza le attività calendarizzate per il raggiungimento dei risultati.

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