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Attività lavorativa e funzioni elettorali: cosa prevede la legge?

7 Giugno 2024

Nelle giornate dell’8 e del 9 giugno si terranno in tutta Italia le elezioni per il Parlamento Europeo, oltre a quelle amministrative (in quasi 4000 comuni italiani) e alle elezioni regionali in Piemonte.

Il nostro legislatore, all’art.119 del DPR 361/1957 (poi sostituito dall’art.11 della legge 53/1990), ha statuito il diritto ad assentarsi dal lavoro per tutti coloro che sono coinvolti nello svolgimento di funzioni elettorali: la normativa in questione, quindi, si riferisce ai presidenti di seggio, ai segretari e agli scrutatori, oltre che ai rappresentanti di lista, di gruppo e di partito. Il sopracitato articolo, oltre a consentire a questi soggetti di esentarsi dallo svolgimento delle attività lavorative durante i giorni in cui sono attive le urne, riconosce agli stessi anche il diritto alla retribuzione per i giorni lavorativi in cui sono impegnati nella citata attività elettorale, come se, di fatto, la prestazione lavorativa fosse stata normalmente eseguita.

Per quanto riguarda, invece, i giorni non lavorativi e festivi è la legge 69/1992 (all’art.1) a prevedere il diritto al pagamento di specifiche quote retributive, in aggiunta alla ordinaria retribuzione mensile, ovvero a riposi compensativi, per i giorni festivi o non lavorativi eventualmente compresi nel periodo di svolgimento delle operazioni elettorali.

Se, poi, l’attività elettorale dovesse perdurare fino oltre la mezzanotte e, di conseguenza, sforare nella normale giornata lavorativa (ossia quella immediatamente successiva alle giornate elettorali), il lavoratore dovrà essere considerato esente dallo svolgimento dell’attività lavorativa per tutta quella giornata con diritto alla retribuzione.

Bisogna sottolineare come anche la contrattazione collettiva del settore sanitario (vedasi, ad esempio, CCNL Aris Sanità Privata e CDR ed Rsa) confermi tali indicazioni, prevedendo dei permessi retribuiti per le funzioni elettorali, i quali vanno esercitati ai sensi di legge.

Se fino ad ora si è parlato dei diritti dei lavoratori e degli obblighi a cui sono, di conseguenza, sottoposti i datori di lavoro, bisogna adesso anche enumerare quali siano i doveri degli stessi dipendenti nei confronti dei loro datori, affinché possano effettivamente usufruire di tali diritti. Ai fini del corretto esercizio di questi, infatti, il lavoratore ha l’obbligo di presentare al suo datore una copia del certificato di convocazione agli uffici elettorali, in modo da poter avvertire questo dell’attività da compiersi. Oltre a ciò, dovrà essere anche consegnato, al termine delle elezioni, un attestato riportante gli orari di presenza del dipendente al seggio, oltre a quelli di apertura e chiusura dello stesso (documento che, ai fini della sua validità, deve essere firmato e timbrato dal presidente del seggio di appartenenza). Non sussiste al riguardo un termine legale di preavviso; tuttavia, il rispetto dei principi di correttezza e buona fede richiede che il lavoratore segnali non appena possibile il proprio impegno nell’ambito del seggio, così da consentire l’organizzazione dei servizi.

In conclusione, deve osservarsi la grande attenzione riservata dal legislatore ai lavoratori che attendano a funzioni elettorali: questo avviene, ovviamente, per favorire lo svolgimento delle elezioni stesse e per incentivare il più possibile i cittadini ad esercitare il proprio diritto di voto, uno dei capisaldi della nostra carta fondamentale e della società democratica italiana.

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