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10 Settembre 2021

Obbligo vaccinale per tutti i dipendenti delle strutture socio sanitarie ed assistenziali.

Al termine del Consiglio dei Ministri svolto ieri, il Governo ha annunciato l’estensione dal 10 ottobre p.v. dell’obbligo vaccinale a tutto il personale (interno o esterno) presente presso le strutture socio-assistenziali e sociosanitarie.

Sulla base delle bozze diffuse dagli organi di stampa, la norma riguarderà tutte le strutture di ospitalità e di lungodegenza, le RSA, gli hospice, le strutture riabilitative e quelle residenziali per anziani, anche non autosufficienti, e comunque in tutte le strutture residenziali di riabilitazione e lungodegenza post-acuzie.

Tutto il personale presente in tali realtà dovrà pertanto essere sottoposto a vaccino contro il Covid-19, con l’unica eccezione dei lavoratori esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.

Una importante novità, rispetto all’obbligo vaccinale oggi vigente solo per gli esercenti professioni sanitarie e per gli operatori di interesse sanitario, riguarda il controllo dell’applicazione della nuova disposizione, il quale competerà direttamente ai responsabili delle suddette strutture ed ai datori di lavoro dei soggetti che a qualunque titolo svolgono attività lavorativa sulla base di contratti esterni. Le modalità di tale controllo, tuttavia, non potranno essere autodeterminate dalle strutture, ma saranno definite da un apposito DPCM, sentito anche il Garante della Privacy.

Quanto alle conseguenze dell’inottemperanza dell’obbligo vaccinale, la norma – salve modifiche dell’ultima ora – conterrà un rinvio a quanto già stabilito per i professionisti sanitari e per gli operatori di interesse sanitario, con l’unica esclusione della disposizione in materia di repechage.

La violazione dell’obbligo vaccinale, pertanto, comporterà la sospensione non retribuita dal servizio del lavoratore sino al suo adempimento (e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021), senza necessità di ricollocamento in mansioni diverse che non implichino rischi di diffusione del contagio. Nulla, inoltre, è cambiato per i lavoratori esentati dalla campagna vaccinale, per i quali vale ancora la (invero, non chiarissima) disposizione relativa alla loro adibizione a mansioni anche diverse, senza decurtazione della retribuzione, in modo da evitare il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2.

Per i lavoratori e le strutture che omettano di applicare la nuova disciplina, infine, la norma (se confermata nel testo attualmente disponibile) prevederà l’applicazione delle generali sanzioni amministrative (da euro 400 a euro 1.000) già in precedenza stabilite per la  violazione delle misure di contenimento del contagio.

Obbligo vaccinale per tutti i dipendenti delle strutture socio sanitarie ed assistenziali
Costantino&partners

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