“Punizione dei ribelli” dipinto murale realizzato tra il 1481 e il 1482 dal pittore italiano Sandro Botticelli conservato nella Cappella Sistina

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21 Maggio 2021

Welfare aziendale: le borse di studio rientrano tra i benefits esenti da imposizione fiscale?

Con risposta n. 311 del 30 aprile u.s., l’Agenzia delle Entrate è tornata a pronunciarsi in materia di welfare aziendale e di regime fiscale applicabile ad alcune forme di benefits, focalizzandosi in particolar modo sulla categoria delle borse di studio di cui all’art. 51, co. 2, lett. f-bis TUIR.

Nel caso di specie, una società – intenzionata ad introdurre per il biennio 2020-2021 un piano welfare a carattere premiale che prevedesse l’assegnazione di borse di studio a favore dei familiari dei dipendenti individuati nell’apposito regolamento aziendale – chiedeva all’Agenzia delle Entrate chiarimenti in merito a quale fosse il regime fiscale applicabile alla fattispecie in esame e se, nel caso il lavoratore non utilizzasse, in tutto o in parte, il credito welfare maturato nel primo anno, potesse cumulare tale credito con quanto maturato nel secondo anno.

Nel rispondere a tale quesito, l’Agenzia ha ripercorso la tematica, rammentando che:

  1. innanzitutto, ai sensi dell’art. 51, co. 1 TUIR, costituiscono reddito di lavoro dipendente e, come tali sono imponibili fiscalmente, tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro […]” (c.d. principio dell’onnicomprensività);
  2. il comma 2 della suddetta norma indica, tuttavia, alcuni valori che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente, tra i quali sono compresi anche “le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore di lavoro per la fruizione di servizi di educazione e istruzione, ludoteche, centri estivi e invernali da parte dei familiari dei dipendenti, e per borse di studio a favore dei medesimi familiari” ( f-bis);
  3. al tal fine, è necessario che i benefits siano erogati (non “ad personam”, bensì) alla generalità dei dipendenti o quantomeno a categorie di essi, ovverosia – si rammenta – gruppi omogenei di lavoratori individuati secondo criteri oggettivi ( circolari n. 326/1997 e n. 28/E del 2016); ed invero, come ben evidenziato dalla Direzione Regionale Lombardia dell’Agenzia delle Entrate con risposta ad interpello n. 904-791 del 2017, «[…] qualora l’offerta dell’azienda sia rivolta ad personam oppure consenta di trarre dei vantaggi soltanto di alcuni e ben individuati lavoratori, non viene riconosciuta l’applicazione delle disposizioni agevolative in esame tassativamente previste…»;
  4. nella nozione di cui alla lett. f-bis sopra citata “[…] possono essere ricompresi i contributi versati dal datore di lavoro per rimborsare al lavoratore (esclusivamente) le spese sostenute per le rette scolastiche, tasse universitarie, libri di testo scolastici, nonché gli incentivi economici agli studenti che conseguono livelli di eccellenza nell’ambito scolastico”. ( circolare n. 238/2000);
  5. in particolare – sebbene le somme corrisposte a titolo di borse di studio sono generalmente considerate quale reddito assimilato a quello di lavoro dipendente ex 50, co. 1, lett. c) TUIR e pertanto sono tassabili – “gli incentivi economici che sono finalizzati alla valorizzazione della qualità dei percorsi formativi ed al raggiungimento di livelli di eccellenza da parte degli studenti in ambito scolastico sono esenti da imposizione fiscale (cfr. risoluzione n. 280/E del 2009).

Tanto premesso, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che le borse di studio possano essere considerate esenti da imposizione solo qualora siano erogate a fronte di risultati eccellenti, e non invece laddove siano corrisposte sul solo presupposto dell’iscrizione del minore ad un percorso scolastico o universitario.

Infine, con riferimento al secondo quesito posto, l’Agenzia delle Entrate rappresenta che in caso di mancato utilizzo, in tutto o in parte, del credito welfare maturato nel primo anno, il lavoratore può cumulare tale credito con quanto maturato nel secondo anno “nel limite temporale di validità del piano, e a condizione che tali somme non siano in ogni caso convertibili in denaro”.

Welfare aziendale- le borse di studio rientrano tra i benefits esenti da imposizione fiscale

 

Costantino&partners

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