“Punizione dei ribelli” dipinto murale realizzato tra il 1481 e il 1482 dal pittore italiano Sandro Botticelli conservato nella Cappella Sistina

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09 Luglio 2016

La Corte Costituzionale ridefinisce i criteri per la rappresentatività in azienda?

1. Premesse
Dopo la sentenza del 3 luglio 2013 della Corte Costituzionale, i giuslavoristi sono impegnati in un grande sforzo interpretativo per “immaginare” il nuovo diritto sindacale che pare incombere.
In effetti, sarebbe forse prudente rinviare ogni commento ad una fase successiva alla pubblicazione delle motivazioni, anche perché l’asettica comunicazione del Palazzo della Consulta non rende semplice l’interpretazione del pensiero dei giudici costituzionali: <<La Corte Costituzionale, nell’odierna camera di consiglio, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 19, 1° comma lett. b) della legge 300/70, nella parte in cui non prevede che la rappresentanza sindacale aziendale sia costituita anche nell’ambito di associazioni sindacali che, pur non firmatarie di contratti collettivi applicati nell’unità produttiva, abbiano comunque partecipato alla negoziazione relativa agli stessi contratti quali rappresentanti dei lavoratori dell’azienda>>.
Così, riservando ogni valutazione definitiva al momento della lettura delle motivazioni, si anticipano alcune considerazioni di carattere generale, soprattutto nell’ottica che interessa il recente ccnl per il settore dei CdR e delle RSA (che, non essendo stato sottoscritto da CGIL, potrebbe essere teatro delle ricadute più significative della sentenza del 3 luglio).

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Costantino&partners

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